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Viaggio attraverso la Maremma di Richard Colt-Hoare (1790)

 

"Venerdì,  8  maggio 1790.

..........Castiglione è un porto grazioso che appartiene al Granduca. Svolge un buon commercio di carbone e legname proveniente da varie parti della maremma per essere esportati. Dalla sommità della fortezza lo sguardo coglie lo stupendo panorama del mare da una parte, e dall'altra la vasta pianura ove è sita Grosseto, la grande pineta detta del Tombolo ed un vasto lago che un tempo aveva la circonferenza di trenta miglia ma che ora è ridotto ad acquitrino.

A Castiglione  ci sono ora settanta od ottanta battelli, per lo più di proprietà di napoletani, ingaggiati per la pesca delle sardine che abbondano lungo la costa. Questa sera li ho visti salpare, ma dopo poco tempo sono rientrati alla rinfusa in seguito all'apparire di due vascelli turchi. Attualmente è in costruzione una nuova dogana; qui c'è un ampio magazzino, idoneo a contenere il sale prodotto a Porto Ferraio. Il luogo è soggetto in maniera grave alla mal aria. Sono grato al signor Vincenzo Favi che mi ha ospitato in modo assai confortevole.

Sabato, 9 maggio 1790.

In mattinata ho lasciato Castiglione e pranzato a Grosseto, dove ho trovato una locanda davvero dignitosa; tuttavia ciò che si considera buono in maremma sarebbe ritenuto pessimo altrove. Per sei miglia ho attraversato il Tombolo che ad ogni passo esibisce gli scorci più incantevoli che l'appassionato di paesaggi possa immaginare. La via Aurelia attraversa questa foresta ed è ancora visibile. Appena emerso dalle ombre di questo bosco, sono entrato in una vasta pianura, piatta al pari di quelle olandesi. Alla sua estremità si scorge Grosseto, capitale della Maremma, ben munita di bastioni ma sprovvista di soldati. Qui prevale l'aria insalubre che crea un serio limite al commercio e alla popolazione cittadina. Il terreno una volta coltivato produce messi in abbondanza; ma la mano d'opera è scarsa perchè sono in pochi quelli che vengono indotti a rimanere per il raccolto, anche se si offre loro il bel salario di cinque paoli al giorno più il vitto. In realtà in questo clima insalubre, pagano lo scotto della loro imprudenza con la perdita della salute e della vita.

............A tre miglia da Grosseto, sulla strada per Siena e ad un miglio da questi ruderi, ci sono le fonti sulfuree dette Bagni di Roselle, menzionate da Cluverio e da altri scrittori di geografia antica. Un grandioso ospedale è stato costruito di recente a Grosseto, ma la sua utilizzazione deve essere ostacolata in gran parte dalla mancanza di assistenti che, per contribuire alla cura degli altri, cadono vittime essi stessi della malattia causata dall'aria.

Domenica 10 Maggio 1790.

Stamattina di buon' ora, sono partito da Grosseto ed ho oltrepassato il fiume Ombrone, vicino alla città disabitata di Istia che è sotto la giurisdizione del vescovo di Grosseto ed annessa alla sua diocesi........

Venerdì 15 Maggio 1790.

Stamattina do buon ora sono partito da  Grosseto in compagnia del sig. Bondoni, un abitante del luogo, per rintracciare le rovine di Rosellae, che non ero riuscito a trovare prima per mancanza di una guida esperta. Ho già osservato che le vestigia visitate a Moscona non corrispondono in alcun modo alla descrizione di Cluverio, pertanto ero convinto di cercare altrove questa antica città. La mia seconda spedizione era stata più soddisfacente.(........) Al presente il luogo è assolutamente disabitato; vi è solo un ricetto per gli armamenti e gli animali selvatici. E' così soffocato dalla vegetazione che a stento è possibile avvicinarsi o scoprirlo.

Sulle cose che non forniscono prove visibili sufficienti a convincere, ciascuno può azzardarsi a formulare un'ipotesi: la mia è che questo edificio non fosse un anfiteatro di struttura romana, ma fosse stato eretto in epoca posteriore, forse nello stesso periodo di quelli dell'isola d'Elba, di Saturnia e Moscona, i quali si assomigliano tutti nell'architettura delle volte sotterranee. Ho potuto costatare che il terreno adiacente era stato coltivato e che in quel luogo erano sorte costruzioni più recenti. Ma poco importa disputare circa la datazione o lo scopo per cui questo edificio fu eretto, quando troviamo tracce così evidenti della remota antichità e del pristino splendore di Rosellae entro il perimetro delle mura che per tanti secoli hanno lanciato una sfida, e ancora lo fanno, alla devastazione del grande divoratore, il tempo. Gli alberi, i rovi, la macchia che rendono difficile l'approccio possono, allo stesso tempo, aver contribuito a preservarla. Di queste rovine la parte più superba ed intatta è esposta verso nord e fronteggia la strada più larga che conduce a Siena. Qui ritroviamo la testimonianza di una nazione che ha preceduto i Romani di molti secoli e sulle cui rovine i Romani hanno posto le fondamenta di quel grande potere che doveva offuscare l'intero mondo civilizzato.(.....)

Ecco alcune considerazioni finali dello scrittore per risolvere il problema della malaria; da considerare che a quel tempo non si conosceva che la malattia era trasmessa da una zanzara. (nostra nota di redazione).

Il lago di Castiglione che si suppone sia il Lacus Prilis degli antichi è ritenuto una delle cause principali della mal aria nella piana di Grosseto. Certo questa può essere una spiegazione, ma non la sola; infatti molte altre zone della maremma, come Saturnia, situate su luoghi elevati e distanti dai laghi o acque stagnanti, sono del pari malsane.(......) Nonostante i fallimenti il Granduca è così lontano dall'idea di abbandonare la speranza di modificare questa situazione negativa che ha approvato i piani di un altro progettista, ingaggiato all'uopo, sebbene nessuno dei suoi suggerimenti sia stato posto in essere. Ora si sta costruendo una strada, dall'elevato costo di ottomila corone a miglio, da Grosseto a Castiglione.

Le cause generali a cui si ascrive l'insalubrità dell'aria sono: la mancanza di popolazione, le acque stagnanti ed il terreno acquitrinoso; il sudiciume e la miseria degli abitanti;  le enormi foreste che impediscono la circolazione dell'aria; gli effetti della putrefazione sia di foglie e canneti che si decompongono, sia dei numerosi animali che cadono vittime ogni anno dell'aria pestilente; ed infine l'imprudenza della gente che si espone all'aperto troppo presto al mattino e troppo tardi alla sera. Fra queste le prime due sono certo le più importanti, mentre le altre risultano secondarie.(........)

 
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